Esposto inviato alla Commissione Europea

Di seguito le motivazioni sintetizzate nell’esposto. A corredo sono stati inviati un documento articolato e la lista delle adesioni: ANART associazione Autori Radiotelevisivi, SLC-CGIL, Articolo 21, UCSI Unione Cattolica Stampa Italiana, Infocivica per il rinnovamento del Servizio Pubblico, Compubblica Comunicazione Pubblica, ASR Associazione Stampa Romana, La Giusta Causa (Bari), Usigrai

I. Lo Stato italiano ha violato l’art. 5 del regolamento (UE) 2024/1083 del Parlamento europeo e del Consiglio, che istituisce un quadro comune per i servizi di media nell’ambito del mercato interno e che modifica la direttiva 2010/13/UE (c.d. “regolamento europeo sulla libertà dei media”), sotto 4 profili: 1) L’indipendenza editoriale e funzionale dei fornitori di media di servizio pubblico; 2) le procedure di nomina e licenziamento del direttore o dei membri del consiglio di amministrazione dei fornitori di media di servizio pubblico; 3) le procedure di finanziamento dei fornitori di media di servizio pubblico; 4) il monitoraggio sul rispetto dei principi indicati dall’art. 5 del regolamento, che deve essere affidato a uno o più organismi indipendenti (vedi documenti allegato: scheda delle violazioni).La denuncia è connessa alla violazione dell’art. 11, par. 2, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in quanto i principi della libertà e del pluralismo dell’informazione sono pienamente applicabili al servizio pubblico radiotelevisivo. Lo Stato italiano ha affidato in concessione il servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale alla RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a. per una durata decennale a decorrere dal 30 aprile 2017. Tuttavia, la normativa vigente non rispetta le garanzie previste dal diritto dell’Unione per il funzionamento indipendente del fornitore di media di servizio pubblico. In particolare, occorre richiamare, tra gli altri, i seguenti provvedimenti nazionali: 1) l’art. 1 della Legge 14 aprile 1975, n. 103 e il Regolamento della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi; 2) gli artt. 61 e 63 del Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 208 (c.d. TUSMA); 3) l’art. 13 dello Schema di convenzione tra il Ministero dello Sviluppo economico (ora Ministero delle Imprese e del Made in Italy) e la Rai, approvato con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 aprile 2017 e 4) l’art. 1, par. 3, della Legge 31 luglio 1997, n. 249 (Istituzione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo). 

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